“…se si eccettua la vista, la sua presenza riusciva più di ogni altra cosa evidentissima al tatto e all’udito…Egli, infatti, in ogni maniera cerca di spaventarmi affinchè io non lo guardi, e mi minaccia un’atroce punizione, se avrò la curiosità di vedere il suo volto.”…” Ti prego, per la corona dei tuoi capelli lunghi e profumati, per le tue guance morbide e rotonde che somigliano alle mie, per il tuo petto che brucia di un ignoto ardore, voglia il cielo ch’io, almeno in questo esserino, possa riconoscere il tuo viso; ma ora accondiscendi alle preghiere di una supplice  angosciata e degna di pietà, concedi ch’io abbracci lieta le mie sorelle, e ristora con tale gioia l’animo della tua Psiche che ti è devota sino alla morte. Non mi interessa più sapere qual’è il tuo volto; le tenebre medesime della notte non mi dàn più fastidio: io ho te e tu sei la mia luce.”

da L’ASINO D’ORO Le metamorfosi di APULEIO (II secolo D.C.)

Carboncino e pastelli su tela 70x100cm. Calligrafia: Amore