Il graffito è un genere di pittura che attinge molto dalla tecnica dell'affresco. La tecnica consiste: 1) stendere una mano di "velo", usando malta di calce e sabbia, mischiata con una paglia bruciata. Oggi si possono sostituire alla paglia bruciata la terra di colonia, la terra gialla, la terra rossa o altro colore. In pratica si deve stendere un intonaco colorato con tono essenzialmente scuro. 2)Stendere una o due mani di latte di calce 3) spolverare il cartone su cui è disegnata e punteggiata la decorazione. 4)con ferri di varia forma si comincia a graffiare il muro scoprendo il colore scuro sottostante al bianco. Le 4 fasi vanno compiute in giornata, come l'affresco. Il giorno dopo l'intonaco è secco e non si può più lavorare. Insieme all'affresco questa tecnica è la più resistente in assoluto e la più naturale adatta alla bioedilizia.
"Già nella Legge del 1939 i graffiti compaiono come tra quei beni dell’eredità culturale da tutelare, ma non sono specificate le modalità di tutela lasciando al “buon senso” dei proprietari oppure alla sensibilità degli Enti Locali come intervenire. Un’arte che da sempre è stata considerata “minore” e di espressione spontanea e per questo motivo non tutelata come altri beni culturali. I graffiti,inglobati in un tessuto “urbano”, in cui svolgevano un importante ruolo di decoro per le vie cittadine,hanno acquisito un valore storico ed architettonico.La tecnica è stata ampiamente utilizzata fino all’inizio del Novecento.

GRAFFITO:(esempi storici)
Incisione a fresco di due strati d'intonaco di diverso colore.
La colorazione della malta é ottenuta con terre naturali. Antica tecnica simile all'affresco spesso usata per le facciate esterne (sottogronda, marcapiani, ecc.) Altamiradecor la ripropone anche per interni.






tre Graffiti (3 x 1,20 m. ognuno) per Agenzia immobiliare "Colosseo" di Fornoli-Bagni di Lucca
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