
Il
graffito tradizionale è una tecnica artistica molto antica, usata
solitamente per decorare le facciate dei palazzi.
Durante il Rinascimento, gli artisti italiani hanno recuperato le conoscenze
Greco- Romane e nella metà del Cinquecento la tecnica è stata
descritta da Giorgio Vasari nella “introduzione alle arti del disegno”.
“…pigliano la calcina mescolata con la rena, ordinariamente,
e con paglia abbruciata la tingono d’uno scuro che venga in un mezzo
colore che trae in argentino…e con questa intonacano la facciata.
E fatto ciò, e pulita col bianco della calce di travertino, l’imbiancano
tutta; et imbiancata ci spolverano su i cartoni, o vero disegnano quel che
ci vogliono fare; e di poi aggravando col ferro, vanno d’intornando
e tratteggiando la calce; la quale essendo sotto di corpo nero, mostra tutti
i graffi del ferro, come segni del disegno…il che di lontano fa un
bellissimo vedere…e questo è il lavoro che per essere dal ferro
graffiato, hanno chiamato i pittori “sgraffito”. Di questa spezie
possono essere grottesche, ornamenti e …reggono all’acque sicuramente…vengono
fatte nel medesimo modo che si lavorano le figure a fresco o in muro.”
La facciata del palazzo dei Cavalieri a Pisa (1562) è realizzata
dal pittore G.Vasari.
Dalla metà dell’Ottocento fino alla prima metà del novecento
questa tecnica rivive e si rinnova con soluzioni estetiche nuove grazie
a movimenti come l’art Nouveau e Liberty. In seguito sono state aggiunte
ulteriori varianti alla tecnica, come l’esecuzione su intonaci già
secchi.
Tradizionalmente seguendo il metodo classico, il graffito si realizza su
intonaco fresco, infatti
è un genere di pittura che attinge molto dalla tecnica dell 'affresco.
Le fasi di lavoro in sintesi sono queste:
1) Sull’arriccio si stende una mano di intonaco composto di grassello
di calce e sabbia, mescolata a pigmenti in polvere (solitamente nero o rosso,
ma vanno bene anche altre terre)
2) Si stende una o due mani di latte di calce
3) Trasferimento del disegno su muro: si spolvera il cartone su cui il disegno
a misura reale è stato traforato.
4)Appena l’intonaco comincia a “tirare”, con ferri di
varia forma si comincia a graffiare il muro, scoprendo il colore scuro sottostante
al bianco.
Le 4 fasi vanno compiute in giornata, come l'affresco.
Per le grandi superfici, il lavoro dovrà essere diviso a “giornate”,
intonacando una porzione alla volta.
Il graffito richiede una buona padronanza e naturalezza nel disegno. E’
necessaria una mano sicura perché non sono ammesse esitazioni , ritocchi
o correzioni.

GRAFFITO:(esempi storici)
Incisione a fresco di due strati d'intonaco di diverso colore.
La colorazione della malta é ottenuta con terre naturali. Antica tecnica simile all'affresco spesso usata per le facciate esterne (sottogronda, marcapiani, ecc.) Altamiradecor la ripropone anche per interni.






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