FIGURA

 

SHODO

 

Il mito nel segno
L’artista, dopo anni di ricerca, è arrivato ad una visione d’insieme personale: il mondo occidentale, la tradizione mitologica, la riflessione sul disegno e sulle possibilità creative del tratto, dialogano con le forme artistiche orientali, vissute non soltanto nella loro dimensione grafica e decorativa, ma soprattutto come espressione di una visione culturale che punta al significato e all’essenza delle cose.
Delineare un percorso nell’evoluzione artistica di Pagliarulo è fondamentale per comprendere lo spessore e la complessità di questo artista pugliese, che a soli 19 anni sceglie una vita da bohemien lasciando la terra d’origine alla volta di Roma.
Il tratto distintivo che accomuna tutta la produzione di Pagliarulo è il disegno, o meglio la capacità di trovare nel segno e nella sintesi grafica una forma espressiva asciutta ed essenziale, che riesce a cogliere attraverso la gestualità del tratto l’essenza del soggetto, l’anima di colui che viene ritratto.
Nel corso degli anni l’artista, che si cimenta con successo anche nella grafica pubblicitaria e nel fumetto, si afferma nel ritratto dal vero; il volto e soprattutto lo sguardo, tracciato a matita su carta, diventa il punto di partenza per la successiva realizzazione di affreschi ed opere su tavola, dove l’elemento figurativo si carica di valori simbolici, spesso attingendo dal mondo del mito, senza perdere il realismo e la freschezza espressiva del ritratto.
L’affresco, eseguito secondo la tecnica tradizionale, presuppone una lavorazione che non lascia spazio a ripensamenti o ritocchi e necessita di una mano salda e padrona del gesto creativo. Pagliarulo, con la consapevolezza di chi ha studiato i classici, si avvicina all’affresco e alla tecnica dello strappo, realizzando opere come “Il ratto d’Europa” e “Il vello d’oro”, le prime di un ciclo astrologico sviluppato attraverso il mito, dove antico e moderno, storia e fantasia, dialogano in perfetta armonia.
Nel percorso artistico di Pagliarulo, fra le tecniche tradizionali, si può collocare anche il graffito, costruito tramite il disegno inciso nella malta, che per la particolare tecnica di esecuzione, non permette correzioni. In questo genere pittorico Pagliarulo ha ottenuto i risultati più liberi ed eleganti nelle opere realizzate durante la manifestazione-performance intitolata “Un graffito per gli amici”, nata sulla scia dell’esperienza di Rosario Murabito a Casoli, di cui Pagliarulo è diventato direttore artistico. Nel graffito dedicato a Narciso, realizzato sulla parete del lavatoio, ad esempio, l’artista ha saputo cogliere attraverso un disegno dettagliato e articolato, vari momenti della narrazione mitologica, creando un gioco di specchi e rimandi allusivi tra la scena illustrata e la vasca colma d’acqua posta al centro del lavatoio.
Contemporaneamente alla pratica di questi generi tradizionali, legati alla cultura classica e rinascimentale, Pagliarulo, a partire dagli anni Novanta, spinto dalla volontà di indagare tutte le possibilità di sintesi del tratto, si avvicina all’arte della calligrafia giapponese e alla pittura a inchiostro, intraprendendo una serie di studi accurati, fondati su una disciplina severa e rigide regole tecniche, sotto la guida del maestro Norio Nagayama. L’arte della calligrafia (Shodo) e della pittura a inchiostro si basano sul controllo assoluto del tratto e sulla padronanza del pennello: ciò che viene immaginato nello spirito fluisce attraverso il braccio sulla carta, senza interruzione energetica. Pagliarulo si colloca tra i pochi artisti occidentali che, oltre ad un’applicazione formale e teorica dell’arte della calligrafia giapponese, ha indagato il significato insito di questa scrittura verbo-visiva, il cui risultato finale è un’approccio corporeo, fisico, dato da una gestualità spontanea, che nasce però dopo un lungo metodo di apprendimento.

Pagliarulo, memore della formazione classica, affronta soggetti mitologici, purificandoli dagli attributi iconografici, inserisce elementi tridimensionali nella tavola incidendola con pittogrammi giapponesi e graffiandola. Dalla pittura medievale riprende il formato del dittico, l’utilizzo della foglia d’oro e la simbologia del colore, mentre dal mondo orientale attinge l’arte della calligrafia, percepita come scrittura verbo-visiva. Il dialogo tra elementi diversi però è privo di dissonanze, l’armonia di fondo è come una musica, il risultato finale è un gioco di equilibri tra Oriente e Occidente, tra presente e passato, tra ciò che si vede e l’esperienza sensoriale dell’arte.
Ma cosa vogliono dirci quegli sguardi così intensi? A quale mondo, mitologico o terreno, appartengono le creature raffigurate? Quale significato si cela dietro al segno, il graffio, l’incisione sulla tavola?. La risposta è suggerita, ammiccata, sussurrata, si nasconde dentro quegli occhi, all’interno del tratto, nel gioco sapiente delle luci: ogni risposta è racchiusa dentro di noi, l’arte deve stimolare la curiosità di cercarla.
Claudia Baldi

BIOGRAFIA
Francesco Pagliarulo nasce a Noicattaro (Bari) il 4 Agosto del 1962 e dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Artistico di Bari, decide di lasciare la sua terra e parte per Roma, dove inizia la carriera di ritrattista.
Oltre all’attività del ritratto che lo porta a viaggiare nelle più importanti città d’arte italiane ed estere (Francia e Spagna), Pagliarulo a partire dagli
anni ottanta realizza scenografie teatrali con la Cooperativa Tecnoluk di Lucca e lavora come illustratore per importanti case editrici come la Corrado Tedeschi Editore ( 1988), Macro Edizioni (1992, libro “Contro tutti i pronostici”) e Emi (1994 libro “Nord Sud”) e per diverse agenzie pubblicitarie di Firenze.
A partire dagli anni Novanta Pagliarulo diventa allievo del maestro di Shodo (arte della calligrafia giapponese) Norio Nagayama, si diploma al 3° Dan della “Japan educational calligraphy” di Tokyo e nel 1993 partecipa a seminari di calligrafia e pittura a inchiostro in Giappone.
Negli anni Novanta Pagliarulo si cimenta nella tecnica dell’affresco che esegue sia in spazi pubblici che privati e nella produzione di graffiti, realizzati ad esempio durante le tre edizioni della manifestazione-performance “Un graffito per gli amici”, tributo a Murabito, nel paese di Casoli (LU) a partire dal 2007.
Tra le varie attività l’artista si dedica all’insegnamento: nel 1996 insegna shodo per il Comune di Pistoia, dal 1998 al 2003 insegna affresco e graffito nelle scuole di Viareggio, Pistoia e Massarosa (LU), nel 2004 e 2005 impartisce lezioni di shodo e disegno dal vero presso l’ARCI di Viareggio.

Ho incontrato Franco nel monastero di Zen Soto a Fidenza circa venti anni fa.
Lui sapeva gia disegnare perfettamente .
ma cercava qualcosa, in bianco e nero, gestuale e spirituale.
Lui ha visto come lavoro e come insegno, mi ha trovato perfetto per la sua esigenza, soprattutto, per il metodo di apprendimento cosi preciso, metodico, ma nello stesso tempo, emotivo e spirituale mai trovato altrove.
Da allora ad oggi, non mi ha piu'mollato.
Ha acquisito perfettamente la gestualità e dominato lo spazio bianco avendo già un suo talento.
Ho visto le ultime opere qui esposte dove utilizza nel suo lavoro di pittore la tecnica dell’ arte della calligrafia.
E' uno dei pochi che sta riuscendo bene.
La maggior pate degli artisti sono tutti geni che capiscono al volo di cosa tratta l'arte della calligrafia, ma non hanno la pazienza di apprendere questa arte nel loro corpo.
Cosi fino ad oggi gli artisti occidentali hanno inserito la tecnica dell'arte della calligrafia solo superficialmente.
Finalmente è arrivato un artista in grado di inserire quest'arte nel suo lavoro.
Lui e' ancora giovane ma sono sicuro che il suo lovoro arrivera' ad avere una grande fama perche lui e' stato in grado di comprendere il segreto orientale.
Norio Nagayama

GUESTBOOK - LIBRO DEGLI OSPITI

Preciso, pulito nel segno/colore, Franco Pagliarulo è particolarmente bravo nell'arte del ritratto in quanto sa ben leggere la personalità di chi sta davanti; pur sfiorando l'accademismo, ne evita gli equivoci tendendo alla raffinatezza, lontano da non consone sirene e trappole sperimentatrici, sapendo esternare le "sue" immagini senza piombare nel ripetitivo e nel già fatto e sviluppando in continuità la propria felicità del fare.

LODOVICO GIERUT

scrittore e critico d'arte

 

TThe myth in the sign
The dialogue between East and West, the equilibrium of mole-Renaissance elements drawn by the world of the myth and exotic atmospheres, the extreme search of the synthesis of the sign and the expressive possibilities of the graphics, is the characterizing elements of the works of Franco Pagliarulo, exposed near the Gallery Europe of Lido di Camaiore, in the first show. After years of study and search the artistic run of Pagliarulo comes to a mature and aware language, founded upon a personal expressive ability, supported by one consolidated technical competence that allows him to face with naturalness the different arts of the portrait, the fresco, the graffiti and the painting to Japanese ink. Among the present works in show we remember two representing frescos the signs zodiacali of Taurus and Aries; the series of portraits "Nereidi", realized to monochrome on the tones of the blue one and inserts in gold leaf and a section of works esemplificative of the last stylistic evolution of the artist, incentrate on the mythological theme, that realize an original synthesis among the portrait, the graphics, the incision and the Japanese calligraphy.
Claudia Baldi

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