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bottega d'arte di Franco Pagliarulo

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“Il dipignere in muro e’ il piu’ maestrevole e bello, perche’ consiste nel fare in un giorno solo quello che nelli altri modi si puo’ in molti ritoccare… il piu’ virile, piu’ securo, piu’ resoluto e durabile di tutti gl’altri modi, e quello che, nello stare fatto, di continuo acquista di bellezza.”      

 Giorgio Vasari (1550)

 

Cos’è l’affresco?

Come dice la parola stessa, trattasi di pittura a fresco, tecnica che utilizza pigmenti in polvere stemperati con sola acqua, stesi su intonaco fresco. Intonaco fresco di giornata! steso al mattino e dipinto fino a sera. Dopo il tramonto l’intonaco comincia a seccare e non può più essere dipinto. L’intonaco utilizzato è composto di grassello di calce e sabbia. Questa combinazione di materiali innesca un processo chimico detto carbonatazione che permette il fissaggio del colore fino a creare un corpo unico impermeabile all’esterno. Questa tecnica non ammette ritocchi o esitazioni, richiede una mano ferma, decisa e un gesto naturale. Il risultato è una pittura prestigiosa che abbellisce l’ambiente e impreziosisce l’architettura della casa o luogo pubblico.

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PERCHE’ FARE UN AFFRESCO ?

La scelta di un vero affresco, realizzato secondo il metodo tradizionale richiede tempi e materiali particolari. Alla stessa maniera usata dalle botteghe del Rinascimento italiano, la tecnica dell’ affresco richiede la preparazione della parete con un impasto di malta composto di sabbia e grassello di calce stagionato da almeno tre anni. Su una parete di mattoni o pietra si stende uno strato di intonaco grezzo chiamato “arriccio” e si attende almeno una settimana. Si sovrappone poi uno strato di intonaco su cui dipingere quella porzione che il pittore è in grado di completare in una giornata. Così, porzione dopo porzione, si va a completare l’opera con la giusta abilità che permette di nascondere le attaccature di ogni porzione detta “giornata”. Per evitare di sbagliare o correggere, l’intera opera viene prima disegnata su una grande carta (detto cartone) della misura naturale. Su questo cartone viene studiato il soggetto nei suoi minimi dettagli di proporzione e di chiaroscuro. Poi viene bucherellato il cartone, lungo il contorno del disegno  a carboncino , questo per effettuare lo “spolvero” sulla parete e trasferire velocemente ogni dettaglio del disegno. Questa complessa tecnica quindi richiede oltre a una buona abilità di disegno e pittura, una paziente e meticolosa preparazione dei materiali e una collaborazione di un muratore. Molti pittori hanno rinunciato all’uso di questa tecnica preferendo l’acrilico che non richiede nessuna preparazione. Con la pittura acrilica si evita la preparazione sia dei materiali che della superficie e si può sbagliare e correggere tante volte e nell’immediato. Con l’affresco non si può correggere se si sbaglia bisogna rompere l’intonaco e rintonacare. Vorrei farvi presente un’altra difficoltà: Il risultato di ogni passaggio dell’affresco è condizionato da tanti fattori legati alle condizioni climatiche, alle condizioni della parete e dell’ambiente in cui si opera. Ogni parete è diversa dalle altre.

A questo punto è lecito chiedersi: perché scegliere di fare un affresco visto tutta la complessità?

Di seguito provo a dare alcune risposte a questa domanda distinguendo un argomento alla volta.

1) Bioedilizia

Tutti i materiali usati nell’affresco sono minerali, di origine assolutamente naturale. Ciò permette un’assoluta traspirabilità della parete, igiene e compatibilità anche in ristrutturazioni di beni storici vincolati dalla sovrintendenza delle belle arti.

2)Estetica

I materiali naturali danno alla pittura toni pastello che non stancano mai e rasserenano la vista di chi li osserva. L’acrilico, invece,  può risultare piatto, sintetico e stancare nel tempo. L’affresco, inoltre,  si armonizza con l’ambiente e invecchiando acquista fascino.

3) Resistenza e durata nel tempo

Il grassello di calce, componente principale dell’affresco, è una pietra calcarea cotta e messa a spegnere in acqua fino a diventare una pasta adatta a mescolarsi con la sabbia e i pigmenti colorati della pittura. Con il passare del tempo il grassello di calce a contatto con l’aria si solidifica, piano piano torna alle sue origini, cioè a diventare marmo, pietra. Come il vino invecchiando migliora!. Tutte le tecniche pittoriche utilizzano pigmenti colorati in polvere mescolati ad un legante. In base al legante o colla si determina il tipo di tecnica: l’uovo o la caseina per la tempera, l’olio per la pittura a olio, gomma arabica per l’acquerello, colle sintetiche per l’acrilico e così via. Unica eccezione  è fatta per l’affresco. Nell’affresco non si usa nessun legante, nessuna colla, i pigmenti in polvere vengono stemperati con sola acqua. Stesi su intonaco fresco incontrano il grassello di calce che ingloba e fissa il colore. Quindi mentre in tutte le altre tecniche il colore è “incollato” sul supporto tramite legante,  nell’affresco la pittura è un tutt’uno con il supporto stesso. Da tener conto che nel primo caso, le pitture tendono a staccarsi dalla parete, quando viene meno la proprietà adesiva.

Finchè la parete è sana (non attaccata da umidità) la pittura in affresco resterà viva, come gli esempi di Pompei. Possiamo concludere che l’affresco è la tecnica pittorica più duratura in assoluto.

4) Prestigio e fascino

Per me pittore è affascinante interagire con la materia e l’ambiente circostante. Continuare la nobile strada indicata da antichi Maestri…..